MADREPENNUTA

Con discrezione, riservatezza, in assoluto silenzio: così vuole Lucio.

"Zitti-zitti, il silenzio è d'oro"... così cantavano gli Aeroplani Italiani e così dico io.

Lucio Battisti, il più grande cantautore italiano contemporaneo ci ha lasciato un'enorme quantità di canzoni che, per gli appassionati hanno un valore incommensurabile... insomma fanno parte del proprio io, del proprio cuore. Battisti non è solo Acqua azzurra, acqua chiara ma anche e soprattutto il cantore solitario dell'apparenza, un esteta della bellezza riunita e un esemplare marito della sposa occidentale. Non solo: è (e lo metto rigorosamente al presente, perché non è mai morto!!!) uno che si chiede che cosa succederà alla ragazza quando la vogliono ricoprire di cioccolata, oppure si veste da Don Giovanni per cantare che "l'artista non sono io, sono il suo fumista". Insomma Lucio Battisti è il Signore della musica italiana. Misterioso? Veramente è più misteriosa la vita... se è misterioso Lui, beh noi lo siamo ancora di più visto che non ci sappiamo fare i fatti nostri e siamo sempre alla ricerca continua del pettegolezzo. E Lucio se n'è infischiato di tutto e di tutti e ha fatto a tutti "marameo", alla facciazza di tutti coloro che volevano vederlo, sapere che faccia avesse. Ma quale faccia aveva? Ma chi se ne importa!!! Il vero viso era la sua musica... che poi andasse a comprare il giornale, a fare la spesa oppure dal dentista: questo non è affar nostro, ma fa parte della sua privacy!!! Faceva bene Lucio a mostrare il dito medio a coloro che gli si avvicinavano oppure a non concedere autografi!!! E che cavoli!!! Se avesse dato solo un calcione mentale e cerebrale a un suo fan curioso io ne sarei stato felicissimo!!! Il vero fan di Lucio è colui che come me ama l'opera sua!!! Il resto son tutte banalità... Le foto rubate? Ma per la carità di Dio. Le odio io... le odiava Lucio. Per non parlare delle telecamere; darei un patentino ai cameraman e a tutti coloro che fan televisione. Piuttosto che in "tv-spazzatura" dove l'immagine (seni, fondoschiena e bellezza gratis) la fa da padrona, Lucio ha preferito defilarsi con stile, in silenzio, in punta di piedi... e così ha voluto lasciarci terrenamente facendoci un bel marameo!! E ci sta bene!!! Sta bene a coloro che dicono di amarlo ma in realtà sono curiosi della sua vita... Ma insomma lasciatelo riposare in pace: tutti questi bigliettini, dediche, fiori, ecc depositati nella cappella di famiglia fanno irritare moltissimo al sottoscritto, figuriamoci ai parenti di Lucio!!! Se proprio volete andare a visitare Lucio fatelo con discrezione. Se lo amate davvero come dite, non lasciate fiorellini tristi sul sepolcro ma "dediche mentali" o "biglietti senza carta"!!! Non sprecate carta inutilmente per scrivere banalità... piuttosto meditate profondamente e poi, se volete scrivete, dedicate a Lucio quel che è di Lucio. Ma Lucio non ha bisogno delle nostre dediche, delle vostre idiozie quotidiane. Battisti è un patrimonio solo mio!!! Io guardo al singolo... i suoi dischi non sono per tutti ma per i singoli individui. Battisti non appartiene alla comunità ma alle persona in quanto tale. E' inutile che mi vengono a dire che Battisti è di tutti. La realtà è che Battisti è di "UNO ALLA VOLTA". Ora basta con le mie chiacchiere... vi lascio da leggere un articolo molto interessante che ho preso dal Corriere della sera: è fatto molto bene e soprattutto descrive Battisti con discrezione!!! Buona lettura.

Giovanni Lombardo

BATTISTI, IL CANTO LIBERO CHE CI RITORNA IN MENTE

di Marco Vichi / dal Corriere della Sera del 9 settembre 2003.

Avrebbe potuto diventare una star, scelse di rimanere una voce.

Il 9 settembre del 1998 ho saputo della morte di Battisti da un amico, al telefono, e subito, d'istinto, ho pensato a tutti gli italiani... non solo a quello che avevano perso, ma soprattutto a quello che avevano avuto (come consiglierebbe giustamente Seneca). Battisti è un po' come Totò, resta nel sangue. SEmpre presente con la sua musica, dopo il '79 è stato l'eterno assente come personaggio. Avrebbe potuto diventare una star (come dimostrano certi filmati in cui le ragazze urlano e si strappano i capelli come davanti ai Beatles), ma è rimasto soltanto un compositore e una voce. Non credo che questa sia stata una scelta motivata da qualche ideale, ma piuttosto una conseguenza del suo carattere. Ormai da molti anni poteva capitare di ascoltare una sua canzone ovunque, cantata da chiunque, in qualunque occasione, senza che lui si facesse vedere... anche per questo ho avuto spesso la sensazione che lui fosse eterno, una specie di spiritello che ti entra nei capelli insieme al vento, senza che tu lo sappia. La musica di Battisti mi ha dato sangue quando mi sentivo a terra, ha illuminato grandi innamoramenti, mi ha fatto capire un po' meglio certe emozioni, mi ha fatto scorgere nel buio certi sentimenti... fa ormai parte della mia vita come tutta l'acqua che ho bevuto. Le sue canzoni hanno raccontato in lungo e in largo l'animo umano alle prese con l'amore, hanno scandagliato emozioni e sentimenti (proprio come un bravo scrittore) in modo semplice e profondo insieme: il risultato più alto per ogni artista. Le sue melodie sembrano quasi il gioco solitario di un bambino che si canta nelle orecchie per farsi compagnia, per consolarsi, per distrarsi, per esprimere istintivamente qualcosa che a parole non sa come dire. E infatti Battisti non ha mai avuto una gran voglia di parlare, forse perché sapeva che la musica non si spiega, e lui era solo un musicista. In un vecchio filmato di "Per voi giovani" (presentato da Arbore) una ragazza domanda a Battisti: «Cosa vuoi dire con le tue canzoni?». Lui quasi si arrabbia, anche se sorridendo, e poi dice: «Non voglio dire nulla... Vi propongo solo qualcosa... Vi emoziona? Insomma, vi piace sì o no?». E appunto come un bambino, Battisti era musicalmente così se stesso da essere inevitabilmente originale, unico. Quando un amico non italiano, a cui sto per fare ascoltare Battisti, mi chiede: «Che musica fa?», non so mai cosa rispondere, e riesco solo a dire: «Ascolta... è Battisti». Per via di questa sua originalità ha avuto un esordio difficile, scontrandosi con rifiuti continui. I discografici di allora producevano tutt'altra musica. Ogni vero innovatore appare alla sua epoca, inizialmente, come un elemento disturbatore, una nota stonata, invece è una forza che cerca di spazzare via vecchie consuetudini perché ormai sono diventate troppo strette. E lui era davvero nuovo, ha cambiato la musica italiana alla radice, cantando micro-racconti d'amore, mini sceneggiature per i film della nostra vita quotidiana. Con la sua continua ricerca musicale ha spaziato in tutti gli aspetti dell'amore, proprio nel senso che ogni sua melodia (anche indipendentemente dalle parole) è l'approfondimento di un aspetto dell'amore, di tutti i suoi contrari e di ogni conseguenza... sveglia quei sentimenti dentro di noi, dandoci la possibilità di viverlo più da vicino, di capirlo meglio. (Mi spiace molto che nei servizi televisivi che si sono susseguiti nelle settimane successive alla sua morte non sia stato mai nominato un suo capolavoro: Anima Latina). Mogol diceva che una melodia, quando è veramente bella, contiene già in sé le parole: basta solo trovarle, tirarle fuori dalla musica... un po' come si libera una scultura prigioniera in un bel blocco di marmo, come diceva Michelangelo. Ascoltando Battisti sento davvero la corrispondenza forte, ma misteriosa, tra la musica e l'anima dell'uomo... la capacità, inspiegabile a parole, che hanno certe melodie, certe successioni di note, certe strutture musicali di emozionare in profondità, nel senso di rivelarci un frammento in più di noi stessi, al pari di un buon romanzo. Melodie che seguono la logica ferrea ma inafferrabile dei sentimenti dando forma a cose che forma non hanno, e che servono semplicemente a conoscersi meglio, a essere sempre più consapevoli di quello che ci succede. Certo, un grande musicista come Battisti fa venire voglia di parlare, di dire qualcosa, ma sulla sua musica in fondo che si può dire? Si può solo parlare degli effetti: la sua musica funziona, mi emoziona in profondità, ha in sé una verità che avverto senza poterla esprimere con la ragione... ma spiegare veramente perché accade tutto questo è impossibile. Forse Battisti - come compositore - ha trovato, magari senza saperlo fino in fondo, la chiave di certe corrispondenze ancestrali tra suoni e sentimenti. Aveva in sé la capacità di trasformare le emozioni in un linguaggio senza parole, un linguaggio semplice nel senso più alto e nobile del termine. Con l'aggiunta delle parole di Mogol, il gioco era fatto. La musica di Battisti è naturale come acqua che cola da una roccia. Ascoltando le sue canzoni e cantandole insieme a lui, sopra la sua voce, ho sempre avuto la sensazione di averle scritte un po' anch'io... mi risuonano dentro come cose mie. E come cantante? Posso solo dire (mi concedo un chiasmo) che se Battisti avesse avuto una bella voce non avrebbe avuto una voce così bella. Una amico francese, un compositore di musica contemporanea, uno insomma che di musica se ne intende, ma che non capisce una sola parola di italiano, un giorno mi ha detto con entusiasmo: «J'ai découvert Luciò Battistì... Il est extraordinaire!». Aveva comprato tutto quello che si poteva trovare di Battisti a Parigi, e abbiamo passato la sera ad ascoltare la sua musica. Era bellissimo vedere la sua musica. Era bellissimo vedere un quarantenne parigino che si emozionava ascoltando canzoni scritte più di vent'anni prima da un montanaro italiano. Ciao Lucio.