MADREPENNUTA

SEZIONE C.E.T. / SECONDA PARTE

Una giornata al CET

 

di Giammarco Fontana

 

 

La giornata tipica di un allievo inizia di prima mattina, con la colazione nella zona alberghiera. Pur rispettando le abitudini alimentari di ogni individuo che, ammesso siano errate, non possono essere stravolte in pochi giorni, si cerca di indirizzarlo verso una sana dieta alimentare allo scopo di mantenere alto il livello di attenzione durante i corsi e riaffermare il mai tramontato detto latino mens sana in corpore sano. Le lezioni iniziano normalmente verso le 9.00. Il docente prende o riprende il filo del discorso con gli allievi e spesso, vista la "diversità" del corpo insegnante rispetto alla didattica tradizionale, si intraprendono discorsi su esperienze vissute, aneddoti, curiosità e quanto possa essere utile alla formazione di un ragazzo. La nascita di un testo, l'ispirazione, il lavoro istintivo e quello a tavolino, è in questo modo che l'incontro prende forma. Attraverso stimoli reciproci, domande e risposte, si cerca di attivare quel meccanismo di apprendimento spontaneo, nello spirito di chi fa pratica nella bottega dell'artigiano. Sarebbe impossibile far avvenire tutto ciò mediante libri o sterili spiegazioni. Ho assistito a diverse lezioni e ho visto le persone partecipare attivamente con la massima attenzione. Istintivamente ho pensato ai miei studi, a come fosse difficile per i professori catturare l'attenzione. Il segreto pedagogico è in questo tipo di rapporto. Naturalmente non può e non deve mancare la parte tecnica delle varie discipline. Si ascoltano brani recenti o del passato, canzoni scritte dagli stessi frequentatori dei corsi, le si rielaborano insieme per poi inciderle in una sala di registrazione o in piccoli studi portatili. IL tutto sotto il segno dell'armonia in senso stretto e in quello ampio, con i partecipanti desiderosi di dare il meglio di sé, magari soffocando la parte egocentrica e protagonista del proprio io. NOn sempre il gioco riesce. A volte purtroppo in alcuni individui è talmente forte il desiderio di emergere da soffocare irrimediabilmente ogni buon proposito. Sono incidenti di percorso, come il mancato feeling di un artista affermato che si "inceppa", a volte, nel dialogo con gli allievi.

Il CET ha diplomato circa 500 persone, molte delle quali si sono inserite nell'ambiente di lavoro discografico. Non mancano i riconoscimenti ufficiali: chi frequenta questa scuola (alcuni corsi), per esempio, non deve sostenere gli esami per essere iscritto alla SIAE. Questo sottolinea la fiducia che si nutre in questa associazione e nella valenza dei vari maestri.

Alle 13.00 le lezioni si interrompono per il pranzo. Ovviamente, come per la prima colazione e la cena, si cerca di proporre una dieta alimentare appropriata. Gli alcolici sono banditi e si cerca di equilibrare l'apporto di grassi, verdure, fibre e sali minerali. Qualcuno storce la bocca, soprattutto i primi giorni. E' inevitabile. L'importante è capire che cosa c'è dietro questo tipo di messaggio proposto e i relativi vantaggi, a lungo andare, di una corretta alimentazione. Durante i pasti, comunque, aleggia di solito una certa allegria che coinvolge tutti. La pausa dura fino alle 14.30 e chi vuole può approfondire dei vari strumenti musicali per scaricarsi un po', e non è raro assistere a delle vere e proprie jam session tra allievi e docenti. Poi si ritorna nelle aule per un'altra immersione totale fino alle 18.30. Finite le lezioni sono a disposizione degli studenti le strutture sportive e i relativi impianti. E' possibile fare palestra, attrezzistica, oppure giocare a pallone. Il salotto e socializzare in una sorta di hall alberghiera, oppure fare quattro passi nel villaggio. Di solito è in questo momento che avvengono tra i ragazzi gli scambi di opinioni sia artistiche sia di altra natura; si creano gruppi spontanei di collaborazione, soprattutto quando si incontrano i corsi di compositori e autori, due categorie reciprocamente dipendenti. Chi ama la solitudine o preferisce studiare, in ogni camera troverà un pianoforte con sordina e cuffie, e sarà così libero di esprimere la propria creatività. Alle 23.00 la giornata dovrebbe finire, cioè tutti a nanna. I tutor dei corsi hanno qualche difficoltà nel far rispettare questo orario e spesso devono ricorrere a un po' di elasticità. L'esuberanza dei singoli, comunque, non può essere di intralciio alla comunità, per cui alla fine anche gli irriducibili ob torto collo ritrovano le loro stanze.

 

ESPERIENZE DEGLI ALLIEVI ALL'INTERNO DEL C.E.T.

back