MADREPENNUTA

Il tutto mi è sembrato.


Il tutto mi è sembrato il nulla più assoluto quando ho
camminato in giro per la città da solo e senza meta.
Guardandomi in silenzio pensai al primo incontro che
feci con Marta, una donna dolce e sensuale ma
estremamente acida. La cosa che mi piacque
maggiormente di questa creatura femminile erano gli
occhi a mandorla, orientaleggianti e insaporiti d'Arabia.
Non la chiamai per nome, ma soltanto per ciò che mi
veniva in mente in quel momento: l'emozione mi
pervase tutti i sensi e fu così che iniziai il mio cammino
insieme a lei: tutto accadde all'istante, in un unico
momento... direi delicato momento. Il peccato di non
esser poi così solo mi fece calpestare ogni fiore ed i
cespugli mi sembravano stranamente creature mie. Non
sapendo che fare, e trovandomi molto imbarazzato per
la situazione creatasi intorno a me, mi diressi verso la
statua della libertà e lì pregai un Dio maggiore, un Dio
metafisicamente presente ed onnipotente. Per altri
motivi mi avvitai alla vita del sapere ma non seppi mai
nulla, anzi il nulla mi pervase tutto!!! Ignorantemente
condussi la dolce creatura femminile verso paradisiaci
mondi lontani; immortalai le mie labbra e non parlai più.
Mi marmorizzai come un busto di pietra e la mia
mummia non fu li per caso, ma per amore del
prossimo. Il mio comandamento era uno ed uno solo:
amare il prossimo come me stesso.
Ma non potei farlo, né posso farlo attualmente. Il
perché di questa drastica decisione non lo so e non lo
saprò mai. Tutto è intorno a me come uno squalo mi
squarcia la gola e il mio incubo ricorrente mi macina il
cervello. Dannato sono io da sempre e Marta nulla può
fare per me... soltanto questione di feeling ho chiesto
ma lei non mi ha concesso: non me l'ha concesso.
I motivi per i quali scrissi, scrivo e scriverò sono ignoti
anche per me; figuratevi per voi Amici Carissimi.
Mi seguite? Mi capite? Mi odiate? Vi sto sulle balle di
fieno io? Non lo so e non lo vorrò sapere giammai.