ENZO CARELLA

L'intervista

(a cura di Giovanni Lombardo e Michele Murino)


D: Parliamo del tuo nuovo album, a nostro avviso davvero straordinario, "Ahoh yè nanà "... Come è nato questo progetto che, se non andiamo errati, giunge a distanza di ben dodici anni dal tuo ultimo lavoro, "Se non cantassi sarei nessuno"... ? Come hai deciso di tornare "in pista" dopo un periodo di assenza dalle "scene"?

Enzo Carella: Bhè, innanzi tutto grazie per il giudizio lusinghiero sul CD. Cominciamo col dire che per me la musica è un amore, una vera e propria passione, perciò, anche se non faccio dischi, continuo sempre a suonare e a scrivere nuove canzoni, così, per puro divertimento. Magari mi riunisco ogni tanto con qualche amico, in una cantina o affittando una sala prove e via, si decolla! Se mi è ritornata la voglia di incidere, il merito è di Internet... Sbirciando nei computer dei miei amici ho visto il mio nome riaffiorare qua e là, ogni giorno più numeroso, accompagnato da inviti, quasi preghiere, rivolte a me per ritornare a fare dischi... Sembrava che la gente sentisse la mia mancanza! Eppure non ho mai avuto un pubblico numeroso per cui sono rimasto davvero a bocca aperta... Diciamo anche che con il ritorno della musica degli anni '70 ed '80 sono cominciati ad apparire qua e là articoli che parlavano di me e della mia musica. Due di questi di articoli, apparsi su due giornali musicali, mi hanno fatto sentire importante, parlavano dei miei dischi passati in termini esagerati, come fossero quasi oggetti di culto! Pietre miliari della storia della musica italiana! Bhè, di fronte a tali manifestazioni di stima e di affetto, come potevo rimanere fermo? In più la Bmg ha pubblicato un CD doppio, raccolta dei miei maggiori successi, che è andato letteralmente a ruba. Tutto ciò mi ha spinto a ricominciare e a ributtarmi nella mischia. Così è nato "Ahoh yè nanà"...

D: Come è stato accolto "Ahoh yè nanà" dal punto di vista della critica e del riscontro di pubblico? In rete abbiamo letto in genere commenti molto positivi (ai quali ci aggiungiamo incondizionatamente anche noi)...

EC: Le critiche sono state ovunque molto, troppo favorevoli, sia nei giornali (chi non ne ha scritto - e sono stati la maggioranza - ha preferito ignorarmi... Meglio pochi, ma buoni!), sia in rete, sia nelle radio che mi hanno intervistato... Non sono state molto numerose, ma tutte molto positive. Per quanto riguarda il riscontro da parte del pubblico, ancora non lo so, ma non ci spero tanto, perchè in genere non ho mai venduto un granchè... Figuriamoci adesso, con la crisi del disco! Comunque incrocio le dita...

D: A quanto ci risulta c'è stata una promozione quasi nulla per questo album... E' stata una tua scelta precisa?

EC: Non è mai una scelta, quella di non fare la pubblicità (piace anche a me sentire le mie canzoni in radio o in TV, cosa credete? :)). Diciamo che i miei discografici non se la sono sentita di investire del denaro su di me, che, vista la mia lunga assenza dalle scene, sono stato considerato come un esordiente, quindi non in grado di garantire grosse vendite.

D: Com'è avvenuto il tuo approccio al mondo musicale alla fine degli anni '60/inizio '70? E più in generale potresti parlarci della tua formazione musicale...?

EC: Sono un autodidatta. Ho cominciato ad imparare a suonare la chitarra all'età di 12-13 anni, tutto ad orecchio e senza sapere una nota... Dopo un po' ho iniziato a rifare le canzoni dei miei favoriti: Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori, Adriano Celentano e successivamente il grande Lucio Battisti. Senza contare gli stranieri, primi fra tutti i Rolling Stones, Beatles, Bob Dylan ecc.. Registravo dalla radio tutto quello che mi piaceva e provavo a rifarlo con la chitarra... All'inizio facevo la maggior parte degli accordi sbagliati, ma pian piano ho imparato.

D: Nel 1979 fosti protagonista del Festival di Sanremo con "Barbara" che arrivò seconda. Come ricordi dopo quasi trent'anni quell'esperienza? Come mai non hai più partecipato alla manifestazione sanremese? Forse sei rimasto deluso dall'ambiente?

EC: Quella di Sanremo è stata per me un'esperienza indimenticabile. Arrivai sul palco dell'Ariston che ero poco più che un'esordiente e conquistai nientemeno che il secondo posto assoluto! (e la prima serata ero addirittura primissimo). Ricordo che la cosa che mi impressionò di più fu il grande nervosismo che serpeggiava dietro le quinte tra i cantanti. Sembrava che si stessero giocando la vita... Io, in virtù del mio carattere giocoso e della fortuna di aver raccolto un sacco di voti dalla giuria popolare, riuscii a tenermi fuori dall'andazzo generale, conservando una certa allegria e leggerezza... La mia Barbara ebbe un discreto successo :) Infatti piace ancora oggi... dai 14 anni in su!!! Anzi, piace più oggi che allora!! Sono molto orgoglioso di questo.

D: Ci potresti parlare del tuo rapporto con Pasquale Panella, autore di tutti i tuoi testi? Sei sempre stato fedele a questo paroliere... Come l'hai conosciuto...? (a proposito, una curiosità, dietro il nome "Wanda Di Paolo" si cela sempre lui?)

EC: Pasquale l'ho conosciuto nel modo più banale. Me lo presentò il mio produttore Alfonso Bettini (colui che m'aveva scoperto) il quale non era un musicista ma aveva un gran fiuto nello scoprire talenti... Un giorno Alfonso venne a casa mia insieme a questo ragazzo dicendomi: "Ecco uno che secondo me può fare dei bei testi per le tue canzoni". Mi piacque subito per il suo modo elegante di scrivere. Non si capiva granchè... d'altra parte lo conoscete tutti, ma nelle sue parole c'era una forza misteriosa che m'incuriosiva parecchio ed aveva una spiccata personalità. Insomma... Insomma, quel giorno, a casa mia, si incontravano due tipetti niente male, uno destinato ad avere una luminosissima carriera nel panorama musicale italiano (lui), l'altro magari una grande storia non ce l'ha avuta (io) però, bene o male, a trent'anni di distanza, ancora se lo ricordano. No, non l'ho mai "tradito" (anche se i migliori parolieri italiani, prima e dopo Sanremo, hanno provato a farsi avanti con me) per un semplice motivo: lui è il migliore di tutti! Certo, dietro lo pseudonimo "Wanda Di Paolo" (utilizzato, mi sembra, nell'album "De Carellis) c'è proprio lui... Eh, ma per forza, noo? Il mio rapporto con Pasquale è di grande amicizia e stima reciproca.

D: Come nascono le tue canzoni? Nasce sempre prima la musica, o discuti con Panella prima il testo? (A quanto ci risulta, ad esempio, talvolta negli album firmati Battisti/Panella, nasceva prima il testo e poi la musica...)

EC: Sì, nasce prima la musica, a parte qualche rarissima eccezione (come è avvenuto nel caso di "Malamore"). Io le compongo in finto inglese o in italiano fittizio. Gli porto la cassetta e lui me la riconsegna rispettando perfettamente le sillabe. Addirittura spesso usa delle parole che suonano come quell'inglese maccheronico. Facendo così, mi mette il più possibile a mio agio quando le devo cantare.

D: Con quale strumento componi le tue canzoni?

EC: Sempre con la chitarra... Solo tre brani li ho composti con la tastiera ("Pensa se una", "L'occhio nero", "La spina").

D: Collabori anche al tema del testo della canzone o è esclusivamente ad "appannaggio" di Panella? Le canzoni nascono anche da vostri dialoghi o no?

EC: Panella ha la totale libertà sui temi dei testi. Se gli gira d'ispirarsi ai nostri colloqui, lo fa, ma rarissime volte.

D: Classica domanda dalla risposta "impossibile" da inguaribili fans: qual è la canzone alla quale sei più legato?

EC: Bhè, sono legato a molte, anzi, a tutte ma se ne devo citarne solo una, dico "Parigi", un brano che non è stato nemmeno inserito nella raccolta dei miei "successi". E' un bel pezzo lento, con un grande testo, su un amore ormai al capolinea.... Purtroppo è su vinile e non so come fare per trasferirla in rete.

D: Hai spesso ammiccato al dialetto napoletano nelle tue canzoni... Hai legami con Napoli oppure è una cosa che riguarda eventualmente solo Panella? 

EC: Lino è di Sorrento, perciò ogni tanto scrive nel suo dialetto, mettendomi in grossa difficoltà... Spero che i campani mi perdoneranno per il mio accento poco credibile... Io ce la metto tutta, ma purtroppo la mia lingua è il romano!

D: Da un punto di vista musicale qual è il principale genere di riferimento della tua musica?

EC: Mi piace fare il rock, ma anche il progressive, il blues, il funky, il folk, un po' di jazz, la musica sudamericana. Conosco qualche bella canzone napoletana, il reggae, il rap , ecc. Insomma me sa che faccio prima a dirvi quelle che non ho mai suonato: il valzer e la tarantella, ma non è detto...:)

D: A proposito del tuo sound abbiamo notato una matrice non particolarmente "italiana" ma piuttosto caratteristiche di "internazionalità " che lascerebbero pensare ad un potenziale interesse alla tua musica anche da parte di un pubblico non esclusivamente autoctono... Sei conosciuto anche all'estero?

EC: Non credo proprio! Eppure, miracoli di Internet, da quando ho uno spazio su "My space" hanno richiesto la mia amicizia da tanti paesi del mondo, e più di tutti dall'America!!! Dall'Australia, dal Canada, Germania, Norvegia, Inghilterra, dalla Serbia... Bhooooo, come avranno fatto??... Mistero!

D: Ascoltando i tuoi album traspare una grande cura a livello sia musicale che dei testi che lascia un po' l' "acquolina in bocca" per i lunghi periodi in cui sei stato assente dalla scena musicale. Come mai hai diradato così tanto le tue uscite discografiche dal 1981 in poi, forse per il concetto che "meglio pochi ma buoni"?

EC: Vedete, i dischi si fanno per essere venduti, io, a parte la "Barbara" di Sanremo, non ho mai avuto questa fortuna, perciò, dopo un po' che era uscito ogni mio nuovo album, constatato che non era successo un gran che, quasi mi offendevo e pensavo: no, voi non mi meritate... ciaoooo! Continuavo a suonare, perchè la musica è la mia più grande passione, ma in privato, senza incidere niente, magari mi mettevo insieme a qualche amico musicista in una cantina e mi divertivo così... senza avere grossi rimpianti:):)

D: Frittate, carote, zucchine, pastasciutta, mandorle, pane etc. Analizzando i testi dei tuoi album abbiamo notato un continuo riferimento all'aspetto culinario, spesso in chiave metaforica. Come mai?

EC: Questa è una domanda da fare a Panella, perchè non l'ho capito nanche io!:)

D: Ci potresti parlare della tua partecipazione ad un tributo a Rino Gaetano con il brano "Aida"? Come sei stato coinvolto nel progetto che risale al 1993 (se non andiamo errati...)?

EC: In quell'anno mi chiamarono per fare un tour in tutta Italia, con tanti altri giovani cantanti. Alla fine pensammo di ricordare il nostro sfortunato amico, incidendo "Aida", una delle sue più belle canzoni.

D: Hai partecipato ad altre operazioni simili? E più in generale hai collaborato ad altri progetti musicali al di fuori dei tuoi dischi? Se sì, potresti elencarceli?...

EC: No, è stato per me l'unico episodio del genere... Qualche mia canzone è stata inserita in varie compilation, ma sempre a mia insalata... pardon, insaputa :)

D: Abbiamo notato sul tuo blog che citi tra le tue influenze anche Lucio Battisti e Bob Dylan. Puoi parlarci di come ti hanno influenzato e cosa apprezzi di questi due artisti o di aneddoti che ti legano a loro...?

EC: Bob Dylan un grande, ma che dico grande, un grandissimo, uno che ha influenzato tutti, autore di canzoni come Like a rolling stone, una delle più belle, se non la più bella della storia della musica moderna e poi tante, tantissime altre semplicemente meravigliose, chi non conosce l'interpretazione di Jimi Hendrix di "All along the watchtower"? Non mi soffermo a elencare tutte i suoi pezzi perchè arriverei fino a domani... E' lui il vero boss, altro che Springsteen... Lucio Battisti? il più grande compositore che ha avuto l'Italia... Una spanna, dieci spanne al di sopra di tutti... Riusciva ad unire la qualità con la commercialità come nessun altro, piaceva a tutti, ogni sua canzone era diversa dall'altra... Che piacere ascoltare la sua musica... Semplicemente indimenticabile! Purtroppo non ho mai avuto il privilegio e la fortuna di conoscerlo personalmente :(

D: Tra l'altro Battisti dichiarò, se non andiamo errati nel '79, che tu eri il solo cantautore italiano, insieme a De Gregori e Venditti, che lo interessasse (se non andiamo errati era stato colpito in particolare dal brano "Malamore")...

EC: Sì è vero, me lo ha riferito Panella che ero l'unico che gli piaceva veramente tanto... Per me è un grande onore! "

D: Quali sono le tue passioni al di fuori della musica (abbiamo notato la tua vena pittorica nella bellissima copertina di "Ahoh yè nanà "...)?

EC: Sì, oltre alla musica mi piace dipingere e disegnare... Tra un po', visto che con la musica non riesco a guadagnare un gran che (i miei fans sono un'elite, cioè sono pochi...) proverò a mettere in vendita le mie "opere", anzi, comincio da adesso: c'è qualcuno che vuole avere un mio quadro in casa? Fatevi avanti, sono su my space!:D:D:D

D: Come vedi l'attuale situazione della musica italiana, a nostro avviso alquanto stantia ed in cui un disco come "Ahoh yè nanà" E' una vera e propria boccata di aria pura...?

EC: La musica attuale italiana? Usando un termine tecnico, direi che... fa schifo!! Quella straniera? Un po' meglio, ma non di tanto. Direi che in generale, c'è tanta tecnica, ma l'estro, l'ispirazione, è latitante, nella maggior parte dei casi...

D: Quali artisti apprezzi maggiormente oggi in Italia?... E tra gli stranieri?

EC: Tra gli italiani, trovo che Paolo Conte sia uno dei più "veri"; tra gli stranieri, una giovane che mi piace abbastanza è Amy Winehouse.

D: Domanda d'obbligo: ci parli dei tuoi progetti futuri? Ti prego, dicci che non dovremo aspettare altri dodici anni per un nuovo album :o) Hai concerti in vista?

EC: Per un disco nuovo, sto già componendo qualcosa, ma chissà quando e se uscirà... Per gli spettacoli dal vivo, forse farò qualche apparizione a sorpresa in pubs o piccoli locali, più probabilmente voce e chitarra... Formare un gruppo, fare le prove, è una cosa piuttosto laboriosa... Io già sono pigro, poi quanta gente verrebbe a sentirmi?

D: Curiosità finale ci spieghi la frase che campeggia nel tuo blog "Il pubblico dorme ed io sono il suo pesce"?

EC: Ecco, appunto... quà il pubblico, se non si sveglia... peggio per lui!!:):)

D: Rispondi ad una domanda che non ti abbiamo fatto... :o)

EC: Quanto vuoi bene a quelli che apprezzano la tua musica?...TANTISSIMISSIMISSIMO!!!