VIAGGIO SUL PIANETA ROSSO

LE OSSERVAZIONI

mars.jpg (37871 byte)

mars2.jpg (55359 byte)

Nonostante la presenza di una generazione di studi basati sulla recente tecnologia spaziale, Marte rimane una specie di enigma per l'uomo. Insomma un mistero ancora molto fitto si avvolge nell'incantevole "sfera rossa". Missioni di avvicinamento, di messa in orbita e di discesa sulla superficie effettuate da sonde spaziali sempre più sofisticate hanno rivelato di più sul Marte negli ultimi trent'anni di quanto si sia mai scoperto in tutti i secoli precedenti, ma vi sono ancora molti misteri da risolvere. L'interrogativo principale è: c'è (anche se minima) o c'è stata vita su questo pianeta? Un altro quesito è: ma l'uomo è solo nell'Universo?

Da quando Schiapparelli, nel 1877, osservò su Marte i supposti canali, che si pensò fossero artificiali e perciò opera di esseri intelligenti, il pianeta rosso è diventato la sede preferenziale di esseri extraterrestri, dei cosiddetti "MARZIANI". Oggi che alcune sonde si sono posate su Marte, sappiamo che è molto improbabile che su Marte esista la vita. Ma forse esistette e la perdita dell'atmosfera ha estinto i veri marziani, che comunque non erano ometti verdi ma, al massimo, esseri unicellulari. Comunque sia, Marte è l'unico pianeta del sistema solare, oltre ovviamente la Terra, che presenti condizioni non incompatibili con la vita. La sua prossima esplorazione potrà darci straordinarie informazioni.

MARTE

IL PIANETA ROSSO

Marte è il quarto pianeta del Sistema solare; la sua orbita giace tra quelle della Terra e di Giove, ma questo fatto era sconosciuto agli antichi che lo identificarono semplicemente come uno dei "vagabondi". Nell'antichità ricordo che erano conosciuti cinque pianeti: Mercurio, Venere, per l'appunto Marte, Giove e Saturno; Urano, Nettuno e Plutone furono scoperti molto più tardi con l'ausilio di potentissimi telescopi. Erano chiamati pianeti perché gli antichi Greci avevano notato che questi oggetti relativamente luminosi non restavano in posizioni fisse nel cielo come stelle, ma vagavano, planavano tra le costellazioni approssimativamente sul piano dell'eclittica. Nel corso dei millenni in cui non vi erano le luci brillanti delle città ad illuminare il cielo notturno, i cacciatori e i pastori sicuramente notarono queste luci splendenti e gli spostamenti che avevano in rapporto alle stelle fisse. Marte ricopriva un ruolo speciale in questi spettacoli notturni, in quanto, a differenza di altri pianeti presenta un tinta rossastra. Gli antichi Romani successivamente lo chiamarono Marte in onore del Dio della guerra. La luce rossastra di Marte è visibile in modo particolare durante i periodi di opposizione, nei quali la Terra si trova direttamente tra Marte e il Sole. Quando un'opposizione è favorevole, Marte può diventare uno dei più straordinari oggetti del cielo. Marte ha assunto un ruolo assolutamente vitale nello sviluppo dell'astronomia anche prima dell'invenzione del telescopio. I due maggiori artefici di questo sviluppo furono il danese Tycho Brahe e Johannes Keplero.

Fu certamente Keplero ad effettuare osservazioni telescopiche di Marte, ma il potere risolutivo di quei primi strumenti non era sufficiente a mostrarne i dettagli. Per arrivare ad osservare con maggiore perfezione alcuni importantissimi dettagli del pianeta si è dovuto attendere l'invio di alcune sonde spaziali negli anni Settanta. Il grande Galileo, dopo aver osservato corpi celesti come Luna e Giove, puntò il suo telescopio anche verso Marte; nonostante fosse in possesso di mezzi ancora rudimentali riuscì a capire che questo pianeta in realtà non era perfettamente rotondo. Dopo circa mezzo secolo dalle osservazioni galileiane, l'olandese Huygens realizzò i primi disegni dettagliati della superficie di Marte dalle sue osservazioni effettuate il 28 novembre 1659. Successivamente G.D.Cassini nel 1666 stimò una rotazione pari a 24 ore e 44 minuti, dopo aver osservato la velocità di spostamento di alcuni segni caratteristici sul disco del pianeta. La misurazione fu incredibilmente precisa poiché differiva di soli tre minuti dal valore esatto. Nel corso delle sue osservazioni, Cassini notò la presenza di calotte polari, e l'astronomo britannico (e scopritore di Urano), Herschel, fu il primo a ipotizzare che fossero composte da acqua ghiacciata come le calotte polari terrestri. Fu sempre Herschel che per primo ebbe la prova visiva che Marte possedeva un'atmosfera e misurò anche l'inclinazione dell'asse polare del pianeta.

Newton diede poi una scossa importante nelle scoperte... una sorta di vera rivoluzione alle teorie della fisica: venne così stabilita la gravità del pianeta. Il più importante fenomeno, discusso per la prima volta nel 1894 dall'astronomo americano Lowell, mostra un'espansione che avanza a una velocità di 35 chilometri al giorno dalla calotta polare in di scioglimento nell'emisfero in cui è estate. Fino agli anni Cinquanta questa onda di oscuramento era considerata una prova di un possibile germogliare di vegetazione sotto l'influenza di acqua disciolta proveniente dalle calotte polari. Soltanto con la missione del Mariner 9 nel 1971 venne dimostrato che l'onda di oscuramento non è probabilmente altro che un'illusione ottica. Le osservazioni del diciannovesimo secolo contribuirono a creare il mito di un ambiente abbastanza favorevole, in cui la vita marziana avrebbe potuto svilupparsi. Le regioni scure che avevano bordi indistinti vennero interpretate come mari poco profondi con spiagge appena definite, come le grandi paludi di marea che si trovano ai bordi dei mari tropicali sulla Terra. I cambiamenti dell'estensione dei segni sulla superficie di Marte erano visti allora come piccole oscillazioni del livello degli oceani. In seguito, osservazioni astronomiche effettuate con strumenti più sofisticati rivelarono poco di più sulla natura della superficie del pianeta rosso. La quantità di luce riflessa dalle aree rossastre, ad esempio, era tra il 15 e il 20 per cento, il che le rende di aspetto simile ai deserti terrestri. Nel 1877 l'italiano Giovanni Schiapparelli descrisse dei canali che aveva osservato sulla superficie del pianeta. La parola "canali" corrispondeva all'inglese "channels", ma forse inevitabilmente venne tradotta con il termine "canals" (canali di origine artificiale). I canali furono resi popolari nel 1900 da Lowell, che li vide come linee e precise che non potevano avere un'origine geologica e dovevano quindi essere manufatti costruiti da marziani intelligenti. A quell'epoca, naturalmente, c'erano pochissime prove scientifiche sulla natura dell'atmosfera e sul clima marziani, ragion per cui l'ipotesi della presenza su questo pianeta di una razza evoluta ed intelligente sembrava probabile quanto quella dell'inesistenza di una simile razza. Lowell suggerì che le linee, che erano troppo ampie per identificarne semplici corsi d'acqua, fossero strisce di vegetazione sui bordi dei canali che portavano l'acqua dalle calotte polari alle aride regioni equatoriali di un pianeta essiccato. La storia dei canali di Marte è abbastanza conosciuta da rendere inutile una descrizione più approfondita; è sufficiente affermare che i canali semplicemente non esistono. Esperimenti di laboratorio hanno dimostrato che nelle condizioni di osservazione simili a quelle provate nel corso delle osservazioni telescopiche di marte, l'occhio umano tende ad interpretare deboli segni come linee. I canali erano quindi un'illusione ottica, ma nel corso del mezzo secolo o poco più in cui infuriarono le polemiche, nessuno poté negare assolutamente la loro esistenza.

Dopo la metà del ventesimo secolo, quando iniziò l'esplorazione spaziale, le conoscenze di base su Marte erano note alla scienza; ciononostante l'esistenza della vita su Marte non poteva essere né confermata né negata.

Marte non è un pianeta grande: con un raggio equatoriale di 3.398 chilometri, poco meno della metà di quello terrestre, possiede una massa di 6,421 x 1023 kg, che rappresenta poco più di un decimo della massa della Terra. Come la Terra, Marte ha un asse polare che è inclinato in rapporto al piano della sua orbita. In effetti, l'angolo di inclinazione è in entrambi i casi incredibilmente simile ma si ritiene che ciò non sia altro che una semplice coincidenza. In entrambi i casi l'inclinazione varia ampiamente nel corso di un periodo di migliaia di anni, ed è accaduto che in quest'era le due inclinazioni appaiono simili. Il risultato dell'inclinazione dell'asse di Marte è l'esistenza di quattro stagioni, proprio come sulla Terra, sebbene di differente lunghezza a causa della maggiore durata dell'anno marziano. Marte è all'afelio (il punto dell'orbita più distante dal Sole) nel corso dell'inverno australe e dell'estate boreale: un periodo che dura 182 giorni terrestri. Si trova invece al perielio nel corso dell'estate australe e dell'inverno boreale: un periodo di 160 giorni. La primavera australe e l'autunno boreale durano 146 giorni, mentre l'autunno australe e la primavera boreale ne durano 199. Questo significa che l'emisfero australe riceve un'esposizione al Sole maggiore in estate ed è soggetto ad inverni più freddi per un tempo più lungo. Come risultato, la calotta polare sud mostra variazioni di dimensioni più ampie, dalla sua massima espansione di 30 gradi nord, rispetto alla calotta boreale. Il periodo di rotazione e quindi della lunghezza del giorno è quasi identico a quello della Terra. Il periodo siderale della Terra è di 23,9345 ore, mentre Marte ruota in 24,6229 ore. Non essendoci sincronìa tra queste lunghezze del giorno, gli esploratori di Marte, per evitare di fare confusione, dovranno utilizzare un calendario marziano, in cui il giorno potrebbe essere chiamato "sol". Siccome Marte è più lontano dal Sole, il suo periodo orbitale e quindi la durata dell'anno è maggiore del nostro. Il pianeta infatti gira attorno al Sole in 687 giorni in un'orbita ellittica che è più eccentrica di qualsiasi altro pianeta ad eccezione di Mercurio e Plutone. Sebbene la sua distanza media dal Sole sia 277.900.000 chilometri il semiasse maggiore dell'orbita è pari a 249.100.000 chilometri, mentre il semiasse minore è di 206.700.000 chilometri.

Si dovrà necessariamente quindi calcolare un calendario marziano. Il tentativo più recente, tra i molti effettuati per cercare di conciliare le differenti lunghezze del giorno e dell'anno, è quello realizzato da Gangale. In quello che viene chiamato il calendario Dariano sono stati previsti 24 mesi, ognuno lungo 27 o 28 giorni marziani; come sulla Terra, il proposto calendario marziano presenta quattro settimane al mese ma un totale di 96 settimane all'anno. Quando l'uomo atterrerà su Marte, oltre al calendario avrà bisogno anche di qualche nuova forma di orologio. Potrebbe infatti risultare psicologicamente disorientante essere legati per quindici mesi o più ad una scala di tempi terrestre che diventa gradualmente più sfasata con l'alba e il tramonto. Nella nostra epoca di orologi digitali, dovrebbe essere semplice riprogrammare i computer della nave spaziale ed anche gli orologi da polso in modo che funzionino leggermente più lenti per segnare 24 ore marziane in 24 ore, 37 minuti e 22,56 secondi terrestri. Misurazioni radar effettuate dalla Terra in questi ultimi tempi hanno stabilito che il pianeta non è una sfera perfetta. Il raggio polare di 3.380 chilometri è di 18 chilometri inferiore a quello equatoriale, quindi lo schiacciamento polare è 1/192: decisamente superiore all'1/300 della Terra. Questo schiacciamento polare è provocato dalla rotazione del pianeta, che causa un aumento del raggio equatoriale. Tuttavia, pur conoscendo questi fatti, la vera natura della superficie e dell'atmosfera di Marte rimase praticamente sconosciuta sino a quando non divenne possibile inviare sistemi di strumenti di osservazione sul pianeta. La costruzione di grandi missili e la miniaturizzazione degli strumenti aprì un capitolo completamente nuovo nello studio di Marte e gli scienziati sia negli Stati Uniti che in Unione Sovietica raccolsero immediatamente la sfida. Le prime missioni sperimentali verso Marte iniziarono solo tre anni dopo lo Sputnik 1 e la prima missione coronata da successo ebbe luogo solo quattro anni più tardi.

Giovanni Lombardo Production

Per sapere novità sul mondo del Pianeta Rosso clicca sotto... e buon viaggio interstellare!!!