MADREPENNUTA

VOGLIO FARE IL CANTANTE

Se come compositore Battisti era già consapevole delle proprie capacità, il 1968
risulta essere l'anno decisivo per la sua affermazione come cantante.
Un'indicazione ci viene fornita dal maestro Mariano Detto (arrangiatore ufficiale
del Clan nonché di molte canzoni di Lucio anni '60), che diresse l'orchestra
proprio nel terzo singolo di Battisti ossia "Prigioniero del mondo".

Afferma Mariano Detto: «In quel periodo capitava spesso che ci vedessimo con
Lucio a pranzo e ricordo che una volta mi fece un discorso relativo alla sua
carriera di solista, che stava iniziando in quel momento.» «Mi piacerebbe fare il
cantante-diceva Lucio a Detto-e non solo l'autore e mi sentirei soddisfatto se in
Italia quaranta o cinquantamila persone acquistassero il mio disco, perché quello
sarebbe un pubblico sufficiente a farmi sentire contento di me stesso». Continua
Mariano Detto: « Stava dunque cominciando a considerarsi anche come
interprete e, per sua fortuna, le previsioni sulle vendite future si rivelarono
clamorosamente sbagliate, e per difetto, non per eccesso».



IL DISCO PER L'ESTATE EDIZIONE 1968

In un articolo che presentava l'imminente manifestazione canora del Disco per
l'Estate, TV-Sorrisi e Canzoni riporta alcune dichiarazioni di Battisti.
Se Pino Donaggio è il veterano dei cantautori presenti al Disco per l'Estate,
Lucio Battisti, venticinquenne di Rieti, è al suo debutto come cantante, in una
gara musicale. Pur avendo inciso un paio di dischi, Lucio è noto agli appassionati
di musica leggera e soprattutto come autore di canzoni di successo. Autore
"impegnato", Lucio Battisti si presenta al DISCO PER L'ESTATE con
"Prigioniero del mondo", composta da un duo di vecchie volpi della canzone
ossia Carlo Donida e Mogol. Tuttavia il pezzo è stato scritto su misura per la
personalità di Battisti che, oltre ad avere prodotto personalmente il suo disco, ha
messo il naso nell'arrangiamento, curato (come abbiamo avuto modo di
accennare) da Mariano Detto. Lucio in questo brano ha suonato la parte della
chitarra e ha cantato nel coro che accompagna la sua voce, facendosi aiutare
dall'amico Maurizio Vandelli. La voce di Battisti è moderna e un tantino ruvida: si
potrebbe definire una voce "di carta-vetro", ruvida e allo stesso tempo calda,
sprigionante una grande quantità di energia.
A proposito delle sue qualità canore, Battisti afferma: «Io non sono un cantante
nel senso comune della parola ma mi limito ad intepretare delle canzoni che
ritengo adatte alla mia personalità. Cantando, senza essere considerato un
presuntuoso, credo di avere delle cose da dire e così provo a dirle. Vedremo se
qualcuno le ascolterà».