MADREPENNUTA

INTERVISTA A "GIOVANI"

12 dicembre 1968

In prossimità del Natale, "Giovani" dedica a Lucio Battisti un'intervista un po' più
articolata della precedente, questa volta firmata da Angelo De Robertis, che
indaga sulla sua partecipazione all'imminente Festival di Sanremo.
Battisti è pronto a lanciarsi nella mischia di Sanremo. Debuttante? «No, sono già
un veterano!»
Come autore ha già partecipato al Festival con "La Farfalla impazzita". Alla
prossima gara sanremese vorrebbe presentarsi anche ome cantante. «Si è già
sparsa da diversi giorni la voce che quest'anno andrò a Sanremo - mi dice Lucio
aggiustandosi il nodo del foulard che tiene perennemente legato al collo anceh
quando ci sono quranta gradi all'ombra, e che è diventato ormai più un amuleto
che un accessorio del suo abbigliamento. «Non ho mai ricevuto tanti auguri e
complimenti in vita mia: chiunque io incontri mi butta giù un'affettuosa pacca sulla
spalla, con l'aria paternalistica di chi cerca di infondermi coraggio ed entusiasmo.
La gente crede probabilmente che io sia un timido debuttante che bussa alle
porte del Festival con le gambe tremanti per l'emozione e il sopraffiato. A
Sanremo, invece, io sono di casa: se non come cantante, partecipo già da diversi
anni come autore. Ricordi, ad esempio, nella scorsa edizione "La farfalla
impazzita"? Ebbene, quella era una mia canzone, anche se ad interpretarla
furono Johnny Dorelli e Paul Anka».
Il nome di Lucio Battisti è però più legato a "Balla Linda", il motivo col quale il
giovane cantautore ha partecipato all'ultimo Cantagiro e che gli ha procurato una
notevole popolarità. Lucio comunque era sempre rimasto dietro le quinte,
affidando le fortune dei motivi che componeva alla voce di altri cantanti: non
sapeva di avere una bella voce, calda e penetrante, anche se fin da piccolo
aveva usato la "serenata" per conquistare le ragazze che corteggiava. «È stato
proprio lo scarso successo della mia ultima canzone "La farfalla impazzita", a
farmi decidere di cantare. Era un motivo eccezionale, molto più profondo di
quelli che avevo in precedenza composto: non era stato interpretato come si
doveva e il pubblico non ha apprezzato. Mi sono reso conto allora che nessuno
può eseguire una canzone meglio del suo stesso autore: ho provato a cantare
con un microfono in mano e mi sono piaciuto. Adesso eccomi qua con
un'esperienza di diversi anni ma con la qualifica di debuttante». Lucio Battisti è
nato venticinque anni fa a Poggio Bustone, in provincia di Rieti, ma si considera
romano d'adozione perché è molto tempo che vive nella capitale. Non si è
montato la testa, non si fa illusioni sul successo del palcoscenico: sa che il suo
volto e la sua voce prima o poi passeranno di moda, ed egli fa affidamento
quindi sulla musica, che continuerà a comporre. Quale canzone hai scritto per
partecipare a Sanremo? «Non è mica deciso che io ci vada», risponde Lucio,
lasciandomi intendere, però, che ormai è lui il candidato giovane della casa
discografica. «Io ho composto una bella canzone e ho registrato molti altri
provini non miei. Aspettiamo prima le decisioni della commissione selezionatrice,
poi vedremo se c'è una canzone che si adatta alla voce»

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