Lucio Battisti

Il nostro caro angelo

 

I
La collina dei ciliegi
Battisti-Mogol

E se davvero
tu vuoi vivere una vita
luminosa e più fragrante
cancella col coraggio quella supplica dagli occhi
troppo spesso la saggezza è solamente
la prudenza più stagnante
e quasi sempre dietro la collina è il sole.
Ma perché
tu non ti vuoi
azzurra e lucente
ma perché tu non vuoi
spaziare con me
volando intorno alla tradizione
come un colombo intorno
a un pallone (frenato)
e con un colpo di becco ben
aggiustato forarlo e lui giù, giù, giù...
... e poi ancora ancor più su
planando sopra boschi di braccia tese
un sorriso che non ha
né più un volto né più un'età.

E respirando brezze che dilagano su terre
senza limiti e confini
ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini
e più in alto e più in là (se chiudi gli occhi un istante)
ora figli dell'immensità.

Se segui la mia mente, se segui la mia mente
abbandoni facilmente le antiche gelosie
ma non ti accorgi che è solo la paura che
inquina e uccide i sentimenti
le anime non hanno sesso né sono mie.
No non temere
tu non sarai
preda dei venti
ma perché non mi dai
la tua mano perché
potremmo correre sulla collina
e fra i ciliegi veder la mattina (e il giorno...)
e dando un calcio ad un sasso residuo
d'inferno farlo rotolar giù, giù, giù,
... e noi ancora ancor più su
planando...


II
Ma è un canto brasileiro
Battisti-Mogol

Io non ti voglio più vedere
mi fai tanto male
con quel sorriso professionale
sopra a un cartellone di sei metri
od attaccata sopra tutti i vetri;
non ti voglio più vedere cara
mentre sorseggi un'aranciata amara
con l'espressione estasiata
di chi ha raggiunto un traguardo nella vita.

Io non ti voglio più vedere sul muro
davanti ad un bucato
dove qualcuno ci ha disegnato
pornografia a buon mercato
oh no non ti voglio vedere
intanto che cucini gli spaghetti
con pomodoro

"peso verità tre etti"
mentre un imbecille entrando dalla porta
grida un evviva con la bocca aperta.

Col dentifricio "pure trasparente"
dove ti fanno dire che "illumina la mente"
e mentre indossi un "super super
super - reggiseno
per casalinga - tutta veleno"
e mentre parli insieme a
una semplice comparsa
vestito da dottore che brutta farsa
ti fanno alimentare l'ignoranza
fingendo di servirsi della scienza...

... ah ma è un canto brasileiro...
ah... ma è un canto brasileiro
(ah... ma è un canto brasileiro)

... ah ma è un canto brasileiro...
eppure non sei meno bella in casa
senza cerone
non voglio dire che sei una rosa
sarei un tombone
ma ti vorrei vedere
qualche volta in bikini
senza sfondi di isole lontane
e restare un po' vicini.

Io ti vorrei vedere mentre
cogli l'insalata dell'orto
che vorrei aver coltivato
prima d'essere morto
oh no anche se guadagni
centomila lire al giorno
non ti puoi scordare che la vita è
andata e ritorno.
Oh no no oh no non ti voglio vedere
vendere i giorni e le sere
ti capirò se un altro uomo un giorno vorrai
ma consumare la tua vita così
non puoi
non puoi partecipare a quella storia
dove racconti che la benzina
quasi quasi quasi purifica l'aria
sarà al mentolo l'ultima scoria
fotografata insieme a dei bambini
che affidi al fosforo dei formaggini...
... ah... ma è un canto brasileiro.


III
La canzone della terra
Battisti-Mogol

Al ritorno dalla campagna
al ritorno dalla campagna
prima cosa voglio trovare
il piatto pronto da mangiare
e il bicchiere dove bere.
Eco: prima cosa voglio trovare
il piatto pronto da mangiare
e il bicchiere dove bere.

Al ritorno dalla campagna
al ritorno dalla campagna
seconda cosa voglio parlare
di tutte le cose che ho da dire
e qualcuno deve ascoltare
Eco: seconda cosa voglio parlare
di tutte le cose che ho da dire
e qualcuno deve ascoltare.

Donna mia devi ascoltare
Donna mia devi ascoltare
terza cosa quando ho finito
presto a letto voglio andare
subito a letto voglio andare
na na...
subito a letto voglio andare

E fra la seta della carne tua
mi voglio avvolgere fino a mattina
mi voglio avvolgere fino a mattina.
E donna senza più nessun pudore
puledra impetuosa ti voglio sentire
io dolce e impetuosa ti voglio sentire.

Al risveglio alla mattina
quando il gallo mi apre gli occhi
alle quattro di mattino
prima cosa polenta a fette
e nell'aria voglio sentire
il profumo del caffelatte.

Al risveglio alla mattina
quando il gallo mi apre gli occhi
alle quattro di mattino
prima cosa polenta a fette
e nell'aria voglio sentire
il profumo del caffelatte.

Al risveglio alla mattina
al risveglio alla mattina
seconda cosa acqua e sapone
fatto tutto molto presto colazione
dentro il cesto.

E poi la vanga, la terra e il sole
l'ombra di un pino è quel che ci vuole,
e il desiderio che sale al ritorno
dopo che ancora rimuore il giorno
dopo che ancora rimuore il giorno.


IV
Il nostro caro angelo
Battisti-Mogol

La fossa del leone
è ancora realtà
uscirne è impossibile per noi
è uno slogan "falsità".
Il nostro caro angelo
si ciba di radici e poi
lui dorme nei cespugli e sotto gli alberi
ma schiavo non sarà mai;
gli specchi per le allodole
inutilmente a terra balenano oramai
truccarle non si può più.
Il nostro caro angelo
è giovane lo sai,
le reti il volo aperto gli precludono
ma non rinuncia mai
e cattedrali oscurano...
le bianche ali bianche non sembran più
ma le nostre aspirazioni il buio filtrano
traccianti luminosi gli additano il blù.


V
Le allettanti promesse
Battisti-Mogol

Coro: perché tu
non vieni insieme a noi,
in paese fra le gente insieme a noi
in quella cascina così solo cosa fai
la domenica la messa finalmente sentirai.

Battisti: no, non mi va preferisco restare qua
ho la vacca ed il maiale
non li posso abbandonar così;
pompar l'acqua dal canale,
poco fieno nel fienile: troppo da fare
prepararmi da mangiare,
un'occhiata sempre all'orto
quando è sera stanco morto mi diverto...
solamente a dormire...

Coro: Sì ma non è vita questa qua
se ti compri il vestito della festa
chissà potresti anche far girar la testa
e se poi non ci riesci appena
fuori dal paese c'è la giostra.

Battisti: No, non mi va preferisco restare qua
io in paese ci ho vissuto già
qualche mese
se di notte fai un passo, con la lingua
che è un coltello
ti tagliano gli abiti addosso
e se parli a una ragazza che è già
stata fidanzata ti mettono due timbri:
ruffiano... e prostituta
e se qualcuno non difende i suoi interessi
con le unghie e con i denti
è degradato all'ultimo dei fessi per non dire
degli impotenti.

Coro: Avrai anche un dancing per ballare
e poi un bigliardo per giocare
avrai un'osteria dove tu puoi bere
e poi il televisore das guardare
Potrai anche peccare se tu vuoi...

Battisti: No non mi va molto meglio
restare qua
no non voglio entrare in mezzo
all'invidia e la perfidia
non voglio stare a duellar fra gelosie,
sporche dicerie e bigottume delle dolci
e care "figlie di Maria"
e la politica del curato
contro quella della giunta
tutti lì a vedere chi la spunta
e sorrisi e compromessi e fognature dentro
i fossi

no, no io non ci sto

no, no io non ci sto

io non posso parlare solo di calcio
e di donne
di membri lunghi tre spanne non posso
parlare
di tutte le corna del droghiere e dell'ulcera
duodenale
del padre del salumiere non posso parlare

Coro: ... Potrai un giorno avere anche dei figli.

Battisti: Per poi farli diventar così preferisco
allevar vitelli e conigli.


VI
Io gli ho detto no
Battisti-Mogol

Ma io gli ho detto no
e adesso torno a te
con le miserie mie
con le speranze nate morte che
io non ho più il coraggio
di dipingere di vita
e cercar calore
un'altra volta ancora
fra le braccia tue
scordando il già scordato
color di mille lire
ma io gli ho detto no
e adesso resta no
anche se chi paga di più sei tu
dolcissima mia madre - amica - sposa
e donna mia orgoglio e poi
vergogna di me stesso
ma io non vado via.


VII
Prendi fra le mani la testa
Battisti-Mogol

Due scarpe tu ce l'hai,
due scarpe tu ce l'hai,
puoi andare dove vuoi,
puoi fare ciò che vuoi,
perché tu non lo fai?
Perché non te ne vai, perché.

Un cuore tu ce l'hai,
un cuore tu ce l'hai,
ma pensi troppo ormai,
non sai più quel che fai
non sai più dove vai
e tutto gira intorno a te.

Prendi fra le mani la testa
e non girerà;
prendi fra le mani la testa
e non girerà.
Dura poche ore la festa
dopo finirà...


VIII
Questo inferno rosa
Battisti-Mogol

Non ferirmi
no non farlo mai più
i baci tranquillizzanti
mi buttano giù
tu vuoi mostrare a tutti l'amore
che c'è fra noi
una medaglia al valore che da sola ti dai;
adesso che hai una casa un uomo e una
reputazione
padrona padrona, anche del tuo padrone
vorresti che ti seguissi nel goder
con distinzione di tutti
i frutti della vita
quasi quasi compresi quelli colti
da altre dita.

No non sei più tu
e la memoria impertinente mi riporta là
a una ragazza tra la gente smagliante
di libertà
le parolacce le risate le corse e poi tu mia
se fossi un'altro uomo direi: poesia
e quando con un salto tu sei piombata tra le braccia
mie
ti sei spogliata senza trovar né scuse né bugie
e quando per scherzare dissi "L'amor che puoi..."

La disinvoltura che adesso tu hai
ha come radici gli spiccioli miei
le mura di un castello hai alzato intorno
a noi
e olio bollente sugli altri getti ormai
scegliendo i nostri amici un computer
diventi per l'occasione
e chi hai scartato per te è un barbone;
mi offri la fedeltà su un piatto
decorato da mille attenzioni...
come dire "hai comprato e ora godi
le tue prigioni"

e vola la mia mente a qualche anno fa
a una esplosione dirompente di vitalità
a quando per punir quel moralista
dell'ultimo piano
tu improvvisamente gli mostrasti il seno
e quando ancor piangendo per l'emozione tu
cantando "Fratelli d'Italia"
gridasti non ti lascio più,
e la violenza con la quale mi abbracciasti
un giorno
un giorno quando non conoscevo questo.