Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso, eccetera

ANCORA TU

(Battisti-Mogol)

 

Ancora tu.

Non mi sorprende, lo sai...

Ancora tu,

ma non dovevamo vederci più?

E come stai?

Domanda inutile...

Stai come me

e ci scappa da ridere.

Amore mio

hai già mangiato o no?

Ho fame anch'io

e non soltanto di te.

Che bella sei,

sembri più giovane

o forse sei

solo più simpatica.

Oh, io lo so,

cosa tu vuoi sapere...

Nessuna, no!

Ho solo ripreso a fumare...

Sei ancora tu

purtroppo l'unica.

Ancora tu

l'incorreggibile:

ma lasciarti non è possibile,

ma lasciarti non è possibile,

lasciarti non è possibile,

no, lasciarti non è possibile...

Sei ancora tu

purtroppo l'unica.

Ancora tu

l'incorreggibile,

ma lasciarti non è possibile,

ma lasciarti non è possibile,

lasciarti non è possibile,

no, lasciarti non è possibile...

Disperazione e gioia mia.

Sarò ancora tuo,

sperando che non sia follia

esia quel che sia...

Abbracciami amore mio.

Abbracciami amor mio,

che adesso lo voglio anch'io.

Ancora tu

....

Ancora tu

....

ma non dovevamo vederci più?

E come stai?

Domanda inutile...

Stai come me

e ci scappa da ridere

....

 

IL VELIERO

(Battisti-Mogol)

 

Il veliero va

e ti porta via.

In alto mare e già, sei meno mia.

Inevitabile oramai,

ma come faccio a immaginare che sarai

di un altro uomo.

Il veliero va

e mi porta via.

Spumeggiando va, è giusto, e sia.

Ma mi domando come può

il mio destino fare in modo che sarò

di un'altra donna.

Il veliero va,

tutti quanti su.

Prua al mare va, non torna più.

Lo smarrimento vince sempre lui

mamma paura, come sempre, non lasci mai

i figli tuoi.

 

DOVE ARRIVA QUEL CESPUGLIO

(Battisti-Mogol)

 

Dove arriva quel cespuglio, la cucina

che avrà il sole di mattina;

dove adesso è il mio berretto

lì la camera da letto,

in direzione dello stagno

costruiremo il nostro bagno.

Entra pure, è la tua casa,

la tua casa fra le rose.

Ora, appena prendo il mese,

il primo muro.

La tua casa te lo giuro.

... e adesso siediti qui

dove ci sarà il camino

e pensa a quando tutta quella gente,

pur passandoci vicino,

non vedrà più niente:

quella porta non è un sogno,

è robusta, è di legno.

Non nascondere la mano,

non nascondere il tuo seno.

Ora non c'è più nessuno,

più nessuno,

ora non c'è più nessuno.

....

....

Prendo dalla moto il nostro letto, stendo a terra il telo...

Ora alza gli occhi al cielo - e dimmi

quanto mancherà al tramonto.

Ci vuol buio a questo putno,

voglio farti tenerezza - la tristezza...

... si dissolve con il fumo.

Resta solo il tuo profumo.

Il profumo della pelle,

lo sfondo delle stelle

e un vago senso di dolore

che scompare col respiro,

col respiro del tuo amore.

 

IO TI VENDEREI

(Battisti-Mogol)

 

Io ti venderei.

Io ti venderei.

Se potessi farlo,

con un'altra donna,

ti baratterei...

... e invece

io padre,

fratello,

amico profondo sarò.

Paure

sbagliate,

commedie già date rivivrò.

Ah! Sopra i mari d'Africa.

Ah! La mia vela atlantica.

La stessa

che hai in mente tu,

stupida.

Io ti venderei.

Io ti venderei.

E mai più problemi senza soluzione io mi creerei.

... e invece

io resto

sul molo

a guardare

lo sfondo del mare più in là

e affido

ai gabbiani

i paesi lontani

e il profumo di una vita che non sarà.

Ah! L'Oceano Pacifico.

Ah! La mia vela candida.

La stessa

che hai in mente tu,

stupida.

 

NO DOTTORE

(Battisti-Mogol)

 

No dottore,

per favore,

non è urgente.

Non è niente.

Per un attimo la mente mi si è accesa

e qualcosa si bruciò.

Il mio nome?

Il cognome?

L'indirizzo?

Dica il prezzo.

Stia tranquillo non son pazzo.

Questa cosa

è ormai chiusa

e ripetersi non può.

No dottore.

No dottore.

Quel che dico

non mi piace.

L'ho lasciata che dormiva,

respirava,

era viva come me.

Posso chiamare un taxi

è tardi e devo tornare a casa mia.

E' già sera

e quando è sera

lei mi vuole accanto a sé.

E' un'abitudine la nostra,

quasi una malattia;

stare insieme,

sempre insieme,

sa com'è...

No dottore.

Non è vero.

Son rinchiuso?

Io rinchiuso?

Ma è un abuso!

Lei è un pazzo!

Lei è un pazzo!

Un pazzo è.

 

UN UOMO CHE TI AMA

(Battisti-Mogol)

 

Il vestito trasparente

come la tua belal fronte... oh, no!

L'offerta del tuo seno

orgoglio dell'animale sano... oh, no!

Quell'aria da straniera

che mi mette ogni volta un po' paura

e l'ammirazione che scateni

che ti rende sempre più sicura

diventano coltelli, supposizioni folli,

quando è sera.

Ah!

Donna tu sei mia.

E quando dico mia, mia,

dico che non vai più via.

E' meglio che rimani qui

a far l'amore insieme a me.

E' meglio un uomo solo,

per tutti, anche per te,

un uomo che ti ama.

La tenerezza prende

il posto dell'amore... oh no!

E l'emozione il sopravvento

sulla ragione... oh no!

E in questa confusione

tu sei smarrita.

E dando a tutti niente

ti sei svuotata.

E non riesci più a capir nemmeno di chi sei innamorata.

 

RESPIRANDO

(Battisti-Mogol)

 

Respirando

la polvere dell'auto che ti porta via

mi domando

perché più ti allontani e più ti sento mia.

Respirando

il primo dei ricordi che veloce appare

sto fumando

mentre entri nel cervello e mi raggiungi il cuore.

Proprio in fondo al cuore,

senza pudore,

per cancellare

anche il più antico amore.

Respirandoti,

io corro sulla strada senza più frenare.

Respirandoti,

sorpasso sulla destra e vedo un gran bagliore.

Lontano una sirena e poi nessun rumore.

Lasciarti è fra i dolori quel che fa più male.

Fra tanta gente nera - una cosa bella - tu, al funerale.

Respirando

pensieri un po' nascosti mentre prendi il sole,

ti stai accorgendo

che un uomo vale un altro sempre no non vale.

Respirando più forte

ti avvicini al mare.

Stai piangendo.

Ti entro nel cervello e ti raggiungo il cuore.

Proprio in fondo al cuore,

senza pudore,

per cancellare

anche il più nuovo amore.

Respirandomi,

ti vesti e sorridendo, corri e poi sei fuori.

Respirandomi,

tu metti in moto l'auto e accarezzi i fiori.

Lontano una sirena e poi nessun rumore.

Dolore e una gran gioia che addolcisce il male.

Fra tanta gente nera - una cosa bella - io a te uguale.

Respirandoci

guardiamo le campagne che addormenta il sole.

Respirandoci

le fresche valli, i boschi e le nascoste viole

le isole lontane, macchie verdi e il mare

i canti delle genti nuove all'imbrunire.

 

LA COMPAGNIA

(Donida-Mogol)

 

Mi sono alzato,

mi sono vestito

e sono uscito solo, solo per la strada,

finché ho sentito cantare in un bar.

Finché ho sentito cantare in un bar.

Canzoni e fumo,

ed allegria

io ti ringrazio sconosciuta compagnia.

Non so nemmeno chi è stato a darmi un fiore,

ma so che sento più caldo il mio cuore.

So che sento più caldo il mio cuore.

Felicità.

Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo già.

Tristezza va.

Una canzone il tuo posto prenderà.

Abbiam bevuto,

e poi ballato

è mai possibile che ti abbia già scordato?

Eppure ieri morivo di dolore

ed oggi canta di nuovo il mio cuore.

Felicità.

Ti ho perso ieri ed oggi ti ritrovo già.

Tristezza va.

Una canzone il tuo posto prenderà.