Le canzoni
dell'album
Don Giovanni
(scritte da Lucio Battisti & Pasquale Panella)

attaccapanni.jpg (6325 byte)

Le cose che pensano
(Lucio Battisti & Pasquale Panella)

In nessun luogo andai
per niente ti pensai
e nulla ti mandai
per mio ricordo
Sul bordo m'affacciai
d'abissi belli assai
Su un dolce tedio a sdraio
amore ti ignorai
invece costeggiai
i lungomai.

M'estasiai, ti spensierai
m'estasiai, e si spostò
la tua testa estranea
che rotolò.

Cadere la guardai
riflessa tra ghiacciai
sessanta volte che
cacciava fuori
la lingua e t'abbracciai
Di sangue m'inguaiai
Tu quindi come stai
Se è lecito che fai
in quell'attualità
che pare vera.

Come stai, ti smemorai
ti stemperai e come sta
la straniera, lei come sta.

Son le cose
che pensano ed hanno di te
sentimento, esse t'amano e non io
come assente rimpiangono te
Son le cose prolungano te.

La vista l'angolai
di modo che tu mai
entrassi col viavai
di quando sei
dolcezza e liturgia
orgetta e leccornia
La prima volta che
ti vidi non guardai
da allora non t'amai
tu come stai (ah come stai)

Rimpiangono te
son le cose, prolungano te
certe cose.




Fatti un pianto
(Lucio Battisti & Pasquale Panella)


Dal monte ventoso dei miei sentimenti
sfoglio all'aria una rosa ricettario
l'inizio è già indiziario: «Lei sciolse
e poi si tolse lo chignon»
E calva d'amore, lustro sguardo da biliardo
boccia sul tappeto il suo pallino
E' «La stecca del peccato»
C'è tanta nuda verità

Fatti un pianto (o...)
Fatti un pianto (o...)

Da un chilo di affetti un etto di marmellata
Se sbatti un addio c'esce un'omelette
Le cosce dorate van fritte
Coi sorrisi fai croquettes
E tu dici ancora che non parlo d'amore
Batte in me un limone giallo basta spremerlo
Con lacrime salate agli occhi tuoi
ben condita amata t'ho

Dai piangete (o...)
Dai cantate (o...)
E dai che ne ho sete

Parole d'amore
Grosse lacrime sciocche
Sono uova alla coque

E dai e dai (o...)

Fatti un pianto
E li perdutamente
qualcuno che ti sfugga
o che salga su

Per intanto qualche vento
qualche tentativo fa.








Il doppio del gioco
(Lucio Battisti & Pasquale Panella)

Son lenti affluenti
i suoi pianti a dirotto
Son diamanti striscianti
che il silenzio hanno rotto
La vetrina con acqua è lei
che si incrina e che sbrina via.

Ride a fiore del pianto
come piove contro sole
Giura in concreto di non fare mai
più l'agente segreto
Ed io mai che lo sospettai
fosse un'altra o due o sei
che il doppio giocò se scherzai con lei

E ne parlò, certo che ne parlò
e che saziò i gusti di chi
vide o intuì non visto
gli opposti su un ponte e brume
su un fiume con molte schiume

L'ha sempre saputo
e l'ha sempre ignorato
ed il doppio del gioco
l'ha molto moltiplicato
Ed io mai che lo sospettai
quante volte con lei scambiai

Me ne parlò, spesso me l'indicò
«Li vedi, stanno scambiando
C'è un centro sopra il ponte
E loro si vanno incontro
E' lì che si sfioreranno»

E' fina e lei già s'incrina (già s'incrina)
E l'agente segreto (segreto, segreto)
Come ondeggia come ondeggia come ondeggia
Si diffonde si diffonde si diffonde (onde, onde).











Madre pennuta
(Lucio Battisti & Pasquale)

La strada che curva
e l'insegna notturna
Un Tir che si ritira
Tutto il sole al Nadir
E alte a prua chiome d'albero
e zolle che non mi arenano

Finita la soria
e caduto l'impero
di vivere da vero
ecco me di anni tre
E' lì che fui faraonico
tra bumbe e tra rumbe tiepide

Con tante madri e il tempo un laghetto
coi pesci dei giorni
E' il gamberetto del mio compleanno che torna

Fu molto dopo che dentro la pioggia
vidi tra mille la goccia d'acqua mia
prigionia

Ho visto la neve
nei vetri che agitai
ma agitai le finestre e mai
sfere da souvenir
Guidai, l'accostai e sorpassai
il tempo, l'obeso in limousine

Ho usato penne più degli uccelli
ma quando mai
ho perso il sonno per scrivere solo «io volo»
Madre pennuta il mio morbidio
mia pelle d'oca, cuscino mio
il mio

Il vero è nella memoria
e nella fantasia
non c'è storia e il tempo finge
e poi commette l'ingenuità
Non cancella mai le tracce sue
Vuol esser preso, arreso, inchiodato lì

Ho visto un film normale
ma con un bel finale
Faccia a faccia fra tutt'e due
che infine uno è
Madre mia la gente che s'è alzata
ma che dico la gente
uno uscì.





Equivoci amici
(Lucio Battisti & Pasquale Panella)

Cassiodoro vicinetti
Olindo Brodi, Ugo Strappi
Sofio Bulino, Armando Pende
Andriei Francisco Poimò
Tristo Fato, Quinto Grando
Erminio Pasta, Pio Semi
Ottone Testa, Salvo Croce
Facoffi Borza, Aldo Ponche (o Punch)

Uno andò saldato
uno vive all'estro
uno s'è spaesato
uno ha messo plancia
e fa il trans-aitante
uno fa le more
uno sta invecchiando
perché è
un nobile scotch

Uno fa calzoni
dai risvolti umani
Uno ha un solo naso
Uno ha mani e polsi
Uno è su due piedi
uno è calvo a onde
uno si nasconde
poi non sa
in che vano sta

Un viso ucciso dal pensiero
Un tal con voce da uccelliera
Un sostituto a sua insaputa
e un misto storie e geografie

Uno per uno li ricorda
l'orchestra mentre si accorda
La verità viene sempre a palla
Dolce chi era sei tu

Il maestro solitario
fischietta ariette d'oblio
(sei tu)
I dimenticati
ce li ha tutti in testa
Gli altri sono entrati
chi da se
chi dalla finestra

C'è il direttore, l'orchestra c'è
apparecchiati sul buffé
son mantecati
i dimenticati
Se il pasticcino ha un senino in se
del maraschino effetto è
Uno nel rinfresco
pensa «E' peggio se esco»
Un altro un altro deglutisce
volentieri gradisce
non si capisce chi mangi chi
Non gli rincresce
grazie sì, grazie sì.









Don Giovanni
(Lucio Battisti & Pasquale Panella)

Non pensa quindi tu sei
questo mi conquista
L'artista non sono io
sono il suo fumista
Son santo, mi illumino
ho tanto di stimmate

Segna e depenna Ben-Hur
sono Don Giovannni
rivesto quello che vuoi
son l'attaccapanni
Poi pensa che t'amo
no anzi che strazio

Che ozio nella tournée
di mai più tornare
nell'intronata routine
del cantar leggero
l'amore sul serio
E scrivi

Che non esisto quaggiù
che sono

l'inganno

Sinceramente non tuo
(sinceramente non tuo)

Qui Don Giovanni ma tu
dimmi chi ti paga.








Che vita ha fatto
(Lucio Battisti & Pasquale Panella)

Che vita ha fatto a immaginarsela
così colà la vita
che vita ha fatto ad aspettarsela
convinta che
la vita c'è

Che vita ha fatto, se torna a nascere
non torna più, non sia mai
Che vita ha fatto, ha pianto a piovere
e sul pendio dello sgocciolio
lei sdrucciolò

Lei m'amò, tu l'amasti, io no
I verbi non coincidono
Che vita ha fatto, ma ben più rapida
con lei duellò la vita
Che vita ha fatto, metà sognandola
metà in realtà
se poi è realtà
quel che in realtà sognò a metà

Lei m'amò, tu l'amasti, io no
I verbi la tradirono
che c'entro io

Che vita ha fatto a immaginarsela
così colà la vita

Come sta, come stai, come sto
La voce coniugandoci
s'allontanò.







Il diluvio
(Lucio Battisti & Pasquale Panella)

Dopo di noi diluvierà
non spioverà, va bene

Noi la fortuna degli ombrellai
Chili di liquidi dopo di noi
Va bene, come vuoi, dopo di noi

Diluvierà, non spioverà
Dopo di noi: il diluvio

Vittime fa l'ottima idea
d'essere noi finali

Straziante d'estri tristi annegherà
la più assetata arsura nel frullìo
Un ingordo gorgo umido è l'addìo

Dopo di noi: non spioverà
Dopo di noi: il diluvio

Buona l'idea del tempestio
tuona di già, stai buona
Tuona di già, stai buona

Piove con ghiaccia semplicità
con tuci gocce dal bel luccichìo
e piove, piove, piove, siamo annaffiatoi

Dopo di noi il bello verrà
finché terrà l'ombrello.