LUCIO BATTISTI
anima latina e le altre
canzoni dell'album pubblicato nel
1974

1.
ANIMA LATINA

Testo di MOGOL / Musica di L. BATTISTI

Scende ruzzolando dai tetti di lamiera
indugiando sulla scritta «Bevi Coca Cola».
Scende dai presepi vivi, appena giunge sera...
Quando musica e miseria diventan cosa sola.

La gioia della vita.
La vita dentro agli occhi dei bambini
denutriti, allegramente malvestiti
che nessun detersivo potente può aver
veramente sbiaditi.

E corre sulle spiagge atlantiche
seguendo il calcio di un pallone,
per finire nel grembo di grosse
mamme antiche dalla pelle marrone.
E s'agita nel sangue delle genti,
dai canti e dalle risa rinvigorite,
che nessuna forza, per quanto
potente può aver veramente piegate.



2.
IL SALAME

Testo di MOGOL / Musica di L. BATTISTI

Alzati in punta di piedi.
Appoggiati contro di me.
Fra un anno io vado a scuola.
Dopo mi sposo con te.
Non ti interessa - Ma non capisci niente, tu.
Scema!
E' bello stare solo noi.
Che già ci conosciamo.

Non senti niente? Neanch'io.
Baciami, toccami qua.
Profumi buono, mio Dio!
Ma dimmi come si fa?
Fa niente, vieni... Apriamo il frigo.
Dai sì, dai ho fame!
Urca! Guarda cosa c'è:
il salame.




3.
LA NUOVA AMERICA

Testo di MOGOL / Musica di L. BATTISTI

La nuova America.
La nuova America.
La nuova America.
Dov'è?
Io voglio vivere.
Adesso, subito.
Anche con te.




4.
SEPARAZIONE NATURALE

Testo di MOGOL / Musica di L. BATTISTI

Se ne andrà molto presto.
Qualche frutto darà forse ancora...
Generosa talvolta com'è la natura.
Ah! Se avessi il tempo per amarti un po' di più.






5.
DUE MONDI

Testo di MOGOL / Musica di L. BATTISTI

L'universo che respira
e sospinge la tua sfera
E la luce che ti sfiora
cosa vuoi?

Lei: voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te.

Lui: Oltre il monte c'è un gran ponte.
Una terra senza serra,
dove i frutti son di tutti.
Non lo sai?

Lei:Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te.

Lui:E' una vela la mia mente
prua verso l'altra gente
vento, magica corrente
quanto amore!

Lei:Voglio te, una vita.
Far l'amore nelle vigne.
Cade l'acqua ma non mi spegne.
Voglio te. Mio per sempre!

Lui:Ma tu non cambi mai.
Un braccio, che altro vuoi?
Un'ora me la dai.
L'amore è qualcosa di più
del vino, del sesso che tu
prendi e dai.
Sarei una cosa tua
amore, gelosia
amor di borghesia.
Da femmina latina a donna americana
non cambia molto... sai?

Lei:Voglio te, una vita. Voglio te.
Lui:E' una vela, è una vela la mia mente
prua verso l'altra gente.
Vento, magica corrente...



6.
ANONIMO

Testo di MOGOL / Musica di L. BATTISTI

Anonima la casa, anonima la gente, anonimo anch'io.
Un cane e ciak azione - all'improvviso un morso:
figlio mio!
La frutta nel giardino, i panni nel catino e lei, ore ed ore.
Le gambe nude, il volto acceso ed un colpa: dieci anni maggiore.

C'era lei...
E cos'altro ancora?

Nascosti giù al fosso,
complice il sesso,
a misurarsi, a masturbarsi un po'...
L'impulso di uno scatto - la palla io che batto -
che rete ho fatto!

Sudore che diventa alloro. Amore mio...
Sei forte ti adoro.
Fermarsi poi ad un tratto; lottar col reggiseno:
Che fai? Sei matto?
Il cambio ed il volante...
Ma niente mi terrà distante distante.

C'era lei...
E cos'altro ancora?
Mi ha colto in flagrante.
Io sono l'amante.
Ragazzi, silenzio assoluto per carità.

Parlando del passato mi sono raffreddato.
Il lenzuolo dove è andato?
Mi sembri un po' delusa. Oppure ti ho offesa?
Un goccio di benzina... A farlo riposare,
riparte il motore?
Su vieni a me vicina, stasera ho ancora
voglia di giocare.






7.
ABBRACCIALA, ABBRACCIALI, ABBRACCIATI

Testo di MOGOL / Musica di L. BATTISTI

Cosa ti dicevo mai?
A che punto ero?
Ho quasi l'impressione che - io con te -
perdo il sentiero.
Forse la psicologia
può spiegare questi strani vuoti della mente mia.

Ora mi ricordo che
parlavo di follia
e del grande amore,
grande bugia.
Che ne pensi dimmi,
di un uomo tanto stupido da crederti «sua»?

Coro: Anima
alzati
apriti

abbracciala
abbracciali
abbracciati

Che ora è? E' tardi ormai.
Mia cara, cara amica
che ne dici se noi
portiamo a termine la nostra dolcissima fatica.
Allontaniamoci verso
il centro dell'universo.



8.
GLI UOMINI CELESTI

Testo di MOGOL / Musica di L. BATTISTI

La speranza spezzata e la tua eredità.
Fallimento di una vita di coraggio e di viltà.
Troverai sul cammino fango e corruzione.
E la voglia tu avrai di sdraiati al suolo,
per guardare come in un film
i colombi in volo.

Ti faranno fumare, per sognare che
il futuro od «un messia» presto tutto cambierà.
Ed avrai come vanto una nuova condanna.
Ti diranno che il vento è
il respiro di una donna
per far sì che un lamento, uno solo,
copra ogni tormento di un velo.
Ma se tu rifiuterai di giocare all'attore,
forse un libro scriverai come libero autore.
E tu forse parlerai di orizzonti più vasti,
dove «uomini celesti» portandoti dei figli,
ti diranno «Scegli!» Ben sapendo che ridendo, tu
tu a loro ti unirai...



9.
MACCHINA DEL TEMPO

Testo di MOGOL / Musica di L. BATTISTI

E quando quel suo pianto, patetica risposta al mio no
divenne un loden verde che un angolo di strada cancellò,
soffocai la mia sensibilità dietro la statua della libertà.
E quella statua un nome ed occhi verdi aveva già
e una cerniera lentamente rimossa a metà.
Femmina rossa cosa vuoi? «Mio per sempre».
E fu la morte anche per lei.

E purtroppo perdo anche te,
se tu confondi i mondi: amore e proprietà.
Tu perdi me.
E ancor più solo, senza loro e te,
io disperato con un mantello alato sopra un monte corro
e a braccia aperte e ad occhi chiusi gettandomi,
come posso, mi soccorro.
Vedrò tra il grano i fiordalisi; uscir dall'acqua i risi.
D'amore la terra è pregna, anche se gramigna
nel seme, il seme ha dell'esclusività.
E certamente parleranno di sindrome depressiva
o più semplicemente diranno che è morto un altro matto.
Ma io avrò cercato solamente altrove quel contatto
che qui non trovo, che qui non ho...
Macchina del tempo tu perdi i pezzi e non lo sai.
I pazzi sono i saggi e viceversa ormai.

Io so che incertezza uccide ogni ebrezza che nasce in noi.
Il senso della vita, confuso ed umiliato, si è perso oramai.
Tra i fili di un tessuto di riti e paure,
di rabbie e di preghiere.
Siamo, siamo, siamo siamo vivi e dobbiamo restarlo perché:
programmare una vita in un giorno, vuol dire morire
quel giorno con te.
Ed io voglio
mai perdere nessuno e nessuno che perda mai me.